Associazione "Umanità Solidale Glocal" - ONLUS   

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Umanità Solidale Glocal
Via Regina Elena 29
70010 Turi (BA)

 

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Corsi di Lingua e Cultura italiana

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Progetto Turi per "Una Scuola a Bambari"


Umanità Solidale Glocal, la solidarietà a piccoli passi

Il punto sui progetti in corso: costruzione di una scuola a Bambari e corso di Italiano per stranieri

(Leggi articolo da "il Paese" Aprile 2010)

   

 

 

 

 

Corsi di Lingua e Cultura italiana

L’Associazione Umanità Solidale Glocal organizza Corsi di Lingua e Cultura italiana, presso il Centro Polivalente della Biblioteca comunale in via Sedile a Turi. 
I corsi si svolgono lunedì e mercoledì dalle ore 16:00 alle ore 18:30 e sabato dalle ore 10:30 alle ore 12:00.

L’Associazione si impegna a promuovere, sostenere e diffondere la cultura di un mondo più solidale e fraterno, attraverso azioni concrete sul territorio, a vantaggio dello stesso e delle zone più deprivate del mondo.
Poiché la conoscenza della lingua è elemento essenziale per un'effettiva conoscenza e scambio fra culture diverse, sin dal febbraio 2009 è stato elaborato e messo in atto un Progetto di Laboratorio Interculturale in cui è preminente l’alfabetizzazione linguistica, accanto ad iniziative gastronomiche, musicali e dibattiti sulle problematiche delle migrazioni.

I partecipanti ai corsi vengono distinti in tre gruppi di livello a seconda del grado di conoscenza della lingua italiana. Si accolgono anche coloro che sono analfabeti nella lingua madre, per i quali si svolgono attività di pre-grafismo, propedeutiche all’apprendimento delle tecniche del leggere e dello scrivere.

Al termine dei corsi viene rilasciato un attestato di partecipazione.

 

 

Progetto TURI per “UNA SCUOLA A BAMBARI”

Don Felicien e Don Firmino davanti alla Scuola di Bambarì da restaurare

 

Nella storia del progetto dal 2007 ad oggi

Incontro del Presidente Antonio Coletta con il

Vescovo di Bambarì Edouard Mathos

(Roma, 27/10/2012)

   

  

  

         Leggi l'articolo de "la Voce Turese"

       Leggi l'articolo di "Fax"

 

Luglio 2012 - I lavori in corso per recuperare aule dall'edificio restituito dallo stato

Stato precedente

Lavori in corso

 

 

Leggi il capitolato tecnico (in francese) dei lavori di recupero

 

 

Marzo 2012 - Viaggio di Maria Pia a Bambarì

I COLORI DEL MONDO: DESTINAZIONE BAMBARI

(articolo scritto da Maria Pia Lenato per la newsletter dell'AMU - Azione per un Mondo Unito)

Nasce nell’infanzia, con i libri d’avventure in terre lontane, il mio amore per l’Africa, per le albe e i tramonti di fuoco. Nasce già d’allora il sogno di toccare quella terra che era entrata nel mio cuore. La vita, si sa, va avanti, con i sogni nascosti negli angoli più remoti del cuore e della memoria. Nuove situazioni e proposte mi hanno portata a partire e condividere per qualche tempo culture diverse e lontane, situazioni di grandi povertà e realtà dolorosein altri continenti. E il sogno africano? Cancellato anche dalla lista d’attesa, parchè nel frattempo è subentrata quella che chiamo la ricchezza degli anni e, per viaggi ed esperienze simili, a detta di tanti, bisogna essere giovani e in perfetta forma! Con qualche perplessità, mi ero convinta anch’io e, quando nel febbraio scorso mi sono imbarcata su di un aereo con destinazione Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana, stentavo a credere che quel sogno lontano stesse per tradursi in realtà. Sono atterrata nell’infuocata terra africana, delegata dall’Associazione di volontariato “Umanità Solidale Glocal” di Turi, in Puglia, di cui sono una dei soci fondatori, con un compito ben definito: verificare lo stato dei lavori del progetto “Turi, per una scuola a Bambari”.

Un gruppo di amici volle rispondere all’appello accorato di un sacerdote di Bambari, terza città del Centroafrica (60mila abitanti). In quel vasto territorio della diocesi, che confina con il Sudan e il Ciad, paesi perennemente sconvolti da conflitti armati, urgeva aprire una scuola secondaria che fosse un presidio a difesa dei diritti umani inalienabili quali l’istruzione e l’educazione. Che dire della situazione della scuola statale? Drammatica, spesso inesistente nei villaggi, con classi con una media di 100/150 alunni nei centri abitati ed insegnanti mal retribuiti che attendono invano lo stipendio per mesi. Sono realtà difficili da comprendere pienamente se non vengono lette in loco e in atteggiamento di grande umiltà, sgombri da pregiudizi o dagli stereotipi della cultura occidentale. Solo lì comprendi che siamo in presenza di vere e proprie dittature, camuffate da democrazie e che il velo di silenzio omertoso a livello mondiale copre delitti ed ingiustizie che si perpetrano ancora oggi nel continente africano. E lì riesci a dare risposta ai tanti interrogativi sui tempi lunghi per l’attuazione del “Progetto Scuola”, delle difficoltà dei permessi ministeriali, delle varie forme d’illegalità, dei costi dei materiali che subiscono repentini rialzi, delle perturbazioni politiche. E comenon mai, in quei giorni, si fa in me urgente l’esigenza di comunicare questa realtà, perché tanti scoprano che la povertà degli altri contiene delle ricchezze, dei valori che ci fanno sperimentare quanto gli esclusi, gli emarginati da una globalizzazione negativa siano invece indispensabili per la nostra felicità. Da Bangui, la partenza per la seconda tappa del viaggio, Bambari, attraverso i quattrocento chilometri di foresta che la separano dalla capitale.

La mia gioia è grande all’arrivo a Bambari, nell’incontro con i volti luminosi e gli occhi sorridenti ed intelligenti dei primi 20 alunni che dal dicembre scorso seguono le lezioni nelle due aule ristrutturate con il contributo dell’associazione. Si è aperto un dialogo importantissimo con i genitori, il preside e i professori della Scuola che hanno preso l’impegno di collaborare attivamente al Progetto. Nel cuore di tutti, c’è una certezza: insieme è possibile, poiché si è sostenuti da amici che credono nella possibilità di costruire una realtà diversa, una vita degna di essere vissuta, in uno scambio paritario di culture che s’incontrano e si riconoscono figli della stessa umanità. Fratelli.» Maria

Pia Lenato  - Associazione Umanità Solidale Glocal, Turi (Ba)

 

 

Leggi l'articolo di Fax

Vedi il racconto fotografico del viaggio (pdf di una presentazione powerpoint - 12 megabyte)

 

Dicembre 2010 - Shop della Solidarietà

(Raccolta fondi per Scuola a Bambari)

 

 

Luglio 2010 - Estate Turese - Stand gastronomico Umanità Solidale

(Raccolta fondi per Scuola a Bambari)

 

 

 

 

Agosto 2009 - "La nuova scuola di Bambari per il futuro dei nostri ragazzi"

 

(Intervista a Don Felicien Endjimoyo-Aschra, sacerdote della Repubblica Centrafricana,

di Giovanni Lerede - il Paese Agosto 2009)

 

In occasione della manifestazione organizzata dalla nostra Associazione il giorno 5/7/2009 presso la Chiesetta di San Rocco

 

 

 

 

 

15 Giugno 2009 - "I vostri contributi saranno ben spesi"

Lettera del Vescovo di Bambari alla nostra Associazione

"Carissimi Fratelli e Sorelle in Cristo di Turi, la pace del Cristo Risorto sia con tutti voi. Sono profondamente contento di apprendere dal mio Vicario Generale, Don Firmino Gbagoua, venuto da voi in vacanza, che avete un progetto di gemellaggio con i laici della mia diocesi per costruire una scuola a beneficio dei giovani di Bambari.

Ringrazio di tutto cuore ciascuno di voi per quello che avete già dato come contributo finanziario per portare avanti il progetto. Ho appreso da Don Firmino che siete riusciti a costituire un'Associazione per questo scopo. Vi assicuro che i denari saranno raccolti per quest'opera sociale, in quanto capitale importante per i giovani della mia diocesi, saranno ben spesi.

L'educazione rimane per me una priorità pastorale, perché l'avvenire del nostro popolo dipende dalla qualità della formazione umana, professionale, religiosa e morale che offriamo ai giovani dei nostri quartieri privi di tutto. Vi assicuro la mia disponibilità a collaborare con voi per il buon andamento del progetto, affinché la sua realizzazione contribuisca a rafforzare i legami che uniscono i nostri popoli che, al di là delle nostre culture, convengono nella stessa umanità.

Vi presento i miei più vivi ossequi e vi ringrazio per la vostra disponibilità e la vostra sollecitudine per i giovani della mia diocesi.

Il Signore benedica e fruttifichi l'impegno di ognuno di voi. Con sincera amicizia."

Mons. Eduardo Mathos, Vescovo di Bambari 

 

2008 - Prima Raccolta fondi per il progetto scuola a Bambari nella Parrocchia di San Giovanni

     

 

2007 - L'idea iniziale

(Stralci dell'intervista a Don Firmino di Maria Pia Lenato - il Paese Agosto 2007)

D - In sintesi, Don Firmino, ci può fare un quadro più per comprendere meglio, la vera situazione geo-politica del Darfur e della sua terra in particolare?

R - (L’Africa è pluralista, c’è l’Africa bianca, quella nera e ‘nerotica’, mulatta. Il focolaio dei conflitti ora è il Darfur, ( -Sudan, Ciad e Repubblica Centrafricana- ,Congo e Congo Brazaville).)…. Tutti i governi di questa zona hanno raggiunto il potere con le armi, legittimandosi davanti all’opinione internazionale con delle elezioni che non sono né trasparenti né democratiche. Questi fatti  creano crisi negli Stati dell’Africa Centrale dove tanti gruppi di ribelli armati occupano l’intera zona, seminando morte e distruzione, assoldando anche la popolazione locale …Bambini di un villaggio della diocesi di Bambari

D - e perfino i bambini… Conosciamo bene il dramma dei bambini ‘soldato’, (Una buona notizia è quella del 16 giugno scorso: l’Unicef è riuscita a firmare un accordo con il ministro della Famiglia della R. Centrafricana e il generale fondatore di un gruppo ribelle, che ha acconsentito al rilascio di circa 400 bambini arruolati nelle file ribelli. Questo importante atto ufficiale, permetterà ai bambini di tornare a scuola e beneficiare dell’assistenza sanitaria.

 

E’ un primo passo, ma)… quale sarebbe, a suo parere un passo decisivo per non soccombere a questi governi di.. dittature ?

R - … La Chiesa non ha paura di denunciare le tante forme di violenza e immoralità, ma il cammino per una vera democrazia è lungo e la gente è molto sfiduciata ed ha paura…(. Credo che gli aiuti  devono essere indirizzati alla formazioni di uomini politici che veramente vogliono governare la nazione…la via della nostra salvezza passa soprattutto attraverso la formazione dei leaders.)

D - E le grandi ricchezze del sottosuolo a chi servono?

R - La Repubblica Centroafricana è molto vasta, due volte la superficie della Francia, ma poco popolata ( 3.500.000 abitanti) in gran parte foresta, savana, piccoli villaggi sperduti di capanne, che noi raggiungiamo con la gip ma anche a piedi nei tratti più difficili.

 La nostra terra è ricca di oro, diamanti, ma l’estrazione  è nelle mani di grandi multinazionali inglesi e il commercio  in quelle libanesi e della Mauritania….. La popolazione lavora come operai ma non gode per nulla di queste ricchezze: è  la Chiesa che fa molto in campo sociale.

Nella mia diocesi di Bambari, (la terza città della Repubblica, con 50mila abitanti) abbiamo aperto un ambulatori sanitario dove si fanno anche le vaccinazioni dei bambini, perché lo stato è assente; …(ora si sta costruendo per la popolazione rurale dell’intera diocesi, un grande deposito per conservare i prodotti della terra che i contadini svendono a commercianti senza scrupoli).  Per il grave problema dell’AIDS, una malattia che sta mietendo tante vittime anche tra i bambini, con i centri di ascolto e l’aiuto del PAM distribuiamo  medicinali ed alimenti agli infettati, ai malati. La Chiesa si è fatta anche carico di tanti bambini orfani, malati, abbandonati con il progetto OEV  in due città.

(Nelle zone rurali mandiamo agronomi per insegnare a coltivare e, con aiuti americani, abbiamo installato pompe per l’acqua. Sono stati costruiti, in  buona parte dei villaggi della diocesi, dei bagni pubblici, per insegnare le norme igieniche ed ostacolare la diffusione di tante malattie infettive.)

D- Nel campo dell’educazione come si interviene?

Purtroppo abbiamo molto poco, solo qualche scuola elementare a Bambari e Bria. Siamo in ritardo per l’educazione, per mancanza di fondi e di personale.

D -Fra le tante emergenze della sua diocesi, quale ritiene sia la più urgente? Desidera  mandare un messaggio ai turesi attraverso il giornale?

R -  Il settore educativo è importantissimo: l’80% della popolazione è ancora analfabeta, ad una persona ignorante è facile dare in mano un’ arma per uccidere…. soprattutto se ha bisogno di sopravvivere…né un popolo che non è educato ed istruito, può farsi carico di se stesso. La scuola è una necessità che non è più possibile rimandare. Se si potesse organizzare un viaggio di due o tre persone, anime generose che vengono sul posto, si rendono conto e fanno uno studio per un progetto umanitario di una scuola: sarebbe un aiuto grande per questo popolo della nostra diocesi. Mi rivolgo alla generosità e alla comprensione di tanti, perché aderiscano a questa idea. Sarebbe un gesto di grandezza umana. Purtroppo noi da soli non possiamo provvedere a questa necessità,  possiamo però mobilitare la gente dei villaggi a partecipare: con la terra farebbero  i mattoni, sarebbero pronti a costruire la struttura, a collaborare….” A noi  ora la risposta….

(Inaspettata  e  commovente quella di un’amica ( non di Turi) a cui ho parlato di questa intervista a don Firmino: “ Se l’iniziativa per la scuola parte, - mi ha detto senza troppo fermarsi a riflettere – m’impegno a donare una cifra…consistente, me lo permettete?….Ho appena ricevuto la liquidazione del TFR per il mio lavoro d’insegnante… Anche se in pensione, la scuola  mi rimane sempre nel cuore!” )

 

 

 

 

 

 

 

 

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